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Come si ricicla correttamente una bottiglia di Vino?

Il nostro impegno per il Pianeta!

La raccolta differenziata è fondamentale per garantire una seconda vita ai materiali, evitare lo spreco di preziose risorse e proteggere il pianeta. Sapere dove conferire esattamente i rifiuti però non è sempre facile, per questo motivo di seguito sono riportate le indicazioni per aiutarti a conferire gli imballaggi nel corretto contenitore della raccolta differenziata.

INDICAZIONI PER LA RACCOLTA DIFFERENZIATA DEGLI IMBALLAGGI.

Queste regole si applicano solo al territorio italiano.
Ti preghiamo di verificare le disposizioni relative al paese in cui ti trovi.

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Dicono di Noi – Repubblica

La passione e la vera cultura vitivinicola: Enoteca Il Vino

di Antonio C.

IN UN CARATTERISTICO ANTRO DI TUFO, BOTTIGLIE PREZIOSE E CORDIALITA’

La passione e la vera cultura del vino per un’attività di “vecchio stampo”, gestita con il cuore: è quella dell’Enoteca Il Vino di Carlo Menale, aiutato dall’onnipresente moglie Mariella. Si tratta di un qualcosa di unico, già a partire dagli ambienti: è stata infatti ricavata in una cava di tufo del 1900, in un antro sotterraneo a ben 13 metri di profondità, nel centro storico di Aversa, scavato a mano dagli “scalpellini”. Il titolare l’ha avviata trent’anni fa, ma aveva già alle spalle un’esperienza consolidata, perché la sua famiglia è da generazioni nel mondo del vino: il padre e la madre di Carlo gestivano una storica osteria e rivendita nel cuore della città, in via S. Audeno (Nmiezz a Trinità), la “Trattoria da Mimì”. Ma alla tradizione ed esperienza pluriennali, al metodo, al rigore, alla serietà di gestione e alla cura dei dettagli che le caratterizzano, si coniuga un aspetto commerciale rivolto al futuro, con competenze e conoscenze tecniche costantemente aggiornate, che ne fanno un’azienda moderna e di successo.

“Quando ho aperto – racconta Carlo Menale – ho scelto il nome “Enoteca Il Vino” perché allora ai più non era chiaro cosa fosse un’enoteca. La gestione è ancora quella di un tempo: la mia è una mescita, dove, oltre a vendere bottiglie, proponiamo anche vino sfuso, cosa che permette di avere un contatto quotidiano con tanti clienti. Io acquisto sempre e solo direttamente dai produttori, saltando tutti i passaggi intermedi e questo dà ancora maggiori garanzie di genuinità e qualità. Del resto, gli spazi molto ampi di cui dispongo mi consentono di tenere notevoli quantità di vino in loco, a riposare sia in botti di legno che in moderni serbatoi. La nostra cantina è aperta tutto l’anno e chiunque, recandosi presso l’enoteca, può chiedere di visitarla.”

All’Enoteca Il Vino si trovano così un ampio campionario di distillati e bottiglie pregiate, un vasto assortimento etichette dei migliori vini italiani ed esteri, con particolare riguardo alla categoria dei vini campani, agli spumanti Metodo Classico e Charmat, una buona selezione di Champagne. e liquori, ma anche specialità dolciarie. L’offerta, estremamente varia e continuamente rinnovata, è di altissima qua-lità, anche grazie all’attenta selezione compiuta da un team di esperti appassionati. Si aggiunga un’atmosfera calda e di grande cordialità, che rende ancor più piacevole l’esperienza presso quest’enoteca. “Organizziamo molte degustazioni – pochi giorni fa ne abbiamo fatta una con l’apertura di bottiglie storiche (come da foto) – e il 2018 sarà ancor più ricco di eventi, in cui inviteremo i produttori ad illustrare i loro vini ai convenuti.”

Da cinque anni, inoltre, proprio dirimpetto all’Enoteca Il Vino in via Belvedere, i due figli di Carlo e Mariella, Mimmo e Vittorio, gestiscono il ristorante “Il Menalino”: in locali con arredi particolarissimi ispirati al vino si propone un ricco menù fatto di piatti della tradizione, quelli cucinati nella vecchia osteria di famiglia (ad esempio, il martedì Pettole e Fagioli, il giovedì Genovese con Cipolle croccanti, ed ogni giorno una Zuppa, per dare a tutti il sapore di casa). All’interno c’è pure un’enoteca fornita, dove scegliere le bottiglie con cui “bagnare” queste gustose pietanze.

18 Dicembre 2017

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Viti ad Alberate e raccolta dell’Asprinio di Aversa

Gli “Spider Man” delle vigne campane

La vendemmia dell’Asprinio, una delle più caratteristiche che la nostra penisola possa vantare.
Ci troviamo nella provincia di Caserta e di Napoli, e quella che vedete è l’ “Alberata Aversana”, chiamata così proprio perché tipica della zona di Aversa.
In cosa consiste?
L’Alberata Aversana è un metodo di coltivazione della vite veramente incredibile, con il quale si indica il sistema di vite maritata ad alberi solitamente di pioppo, con la vite a piede franco “aggrappata” ad un singolo albero tutore.
L’albero di sostegno viene fatto crescere fino ad un’altezza di 15/20 metri e per ogni albero tutore si possono trovare anche 4 viti che spingono i tralci a diversi metri dal suolo, ramificandosi in vario modo. È questa l’unica uva che, grazie all’altezza, non ha bisogno di trattamenti, ed il nutrimento lo riceve dal suo tutore.
Gli uomini che vedete “appesi” a quelle strette e lunghe scale sono i vignaioli che raccolgono l’uva, chiamati “uomini ragno”, intenti a lavorare sui tralci della vite.
Un modo di coltivare l’uva e di vendemmiare che deve essere preservato, fa parte del nostro patrimonio.
Oggi questa forma di coltura, considerata bene ambientale e culturale del territorio, viene sostituita con impianti a controspalliera non superiore a 2 metri, meno costosi e più facili da gestire soprattutto nelle operazioni di vendemmia, quando occorrono scale molto lunghe e doti da equilibrista. Viene ancora conservato nelle tipiche grotte di tufo profonde oltre 15 metri dove la temperatura rimane costante, estate ed inverno.

Vai giù per vedere i Video e la Gallery

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Mozzarella, San Daniele e Asprinio!

La festa dell’oro bianco ad Aversa, con salumi,
e vini friulani c’era anche il Club del sigaro.

01 Giugno 2012

CASERTA — La mozzarella aversana è diventa bigama. Oltre a sposarsi con il vino Asprino, quello dell’annata 2011, imbottigliato da Mariella e Carlo Menale (il ricavato della vendita delle bottiglie è devoluto in beneficenza) si è coniugata anche i prodotti provenienti dal Friuli, dal vino, agli insaccati. La tradizionale ‘‘festa della mozzarella”, è stata accompagnata dai prodotti friuliani: dal prosciutto di San Daniele, alla mortadella; dai salumi, alla pancetta. L’idea forte della festa di quest’anno è stata quella di abbinare la manifestazione all’ Enotour Attems, giunto alla seconda edizione (la manifestazione farà tappa al palazzo del Gusto di Caserta), una iniziativa che in venti tappe ha presentato lungo tutta la penisola il «Buono del Friuli» in ogni sua espressione e accompagnato da una selezione di vini Atems. Così mentre venivano servite, in abbondanza, le treccine di mozzarella, nello stand dei sommelier si versavano nei calici vini friuliani e Asprinio aversano, tutti molto apprezzati dalle centinaia di persone che hanno affollato sino a tarda sera lo spiazzo dove si è svolta, come consuetudine, la ‘‘festa”.

IL CLUB DEL SIGARO – E non poteva mancare il ‘‘club del sigaro” che ha distribuito ai fumatori presenti i ‘‘toscani” facendo percorrere in pochi metri un viaggio tutto italiano, dal Friuli, alla Campania, passando per la Toscana. L’Asprinio sta conoscendo una nuova espansione a cominciare dalla tradizionale coltivazione in filari di questo vitigno. Infatti se fino al 1960 erano 18mila gli ettari di vite coltivati in filari, all’inizio del secolo si era scesi a 100 ettari. Ma negli ultimi due anni la coltivazione che unisce la vite agli olmi (come affermava Virgilio nelle Georgiche) è cresciuta di nuovo e oggi sono circa 180 gli ettari dei filari da cui si ricava l’asprino. La bottiglia del vino di Mariella e Carlo Menale ha un’etichetta ‘‘religiosa”: infatti vi è riprodotta una statua della Madonna, non fosse altro perché il ricavato della produzione (limitata) viene tutto devoluto al Pime, l’istituto pontificio che si occupa delle missioni estere di Trentola Ducenta a pochi chilometri da Aversa.

Vito Faenza

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Premio WineHunter Award per l’Asprinio di Aversa dop 2019 “Carlo Menale”

MERANO. L’Asprinio di aversa dop 2019 di Carlo Menale premiato a Merano”, … ecco la rassegna:

Gentile azienda Menale Carlo,

vogliamo ringraziarvi per averci dato fiducia in un periodo particolarmente difficile.

The WineHunter riconosce, oltre all’indubbia qualità dei prodotti, la passione e la dedizione nel renderli unici restando fedeli al motto excellence is an attitude!

Comunichiamo che la commissione ha premiato:

2019  Aversa Classico DOP

 

 

Siamo lieti di festeggiare con voi questo piccolo riconoscimento , e che possa essere un grande passo verso affinchè l’Asprinio venga conosciuto anche e sopratutto al di fuori della nostra regione.

 

 

 

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Il nostro impegno per il Pianeta!

La raccolta differenziata è fondamentale per garantire una seconda vita ai materiali, evitare lo spreco di preziose risorse e proteggere il pianeta. Sapere dove conferire esattamente i rifiuti però non è sempre facile, per questo motivo di seguito sono riportate le indicazioni per aiutarti a conferire gli imballaggi nel corretto contenitore della raccolta differenziata.

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Queste regole si applicano solo al territorio italiano.
Ti preghiamo di verificare le disposizioni relative al paese in cui ti trovi.

Dicono di Noi – Repubblica

La passione e la vera cultura vitivinicola: Enoteca Il Vino

di Antonio C.

IN UN CARATTERISTICO ANTRO DI TUFO, BOTTIGLIE PREZIOSE E CORDIALITA’

La passione e la vera cultura del vino per un’attività di “vecchio stampo”, gestita con il cuore: è quella dell’Enoteca Il Vino di Carlo Menale, aiutato dall’onnipresente moglie Mariella. Si tratta di un qualcosa di unico, già a partire dagli ambienti: è stata infatti ricavata in una cava di tufo del 1900, in un antro sotterraneo a ben 13 metri di profondità, nel centro storico di Aversa, scavato a mano dagli “scalpellini”. Il titolare l’ha avviata trent’anni fa, ma aveva già alle spalle un’esperienza consolidata, perché la sua famiglia è da generazioni nel mondo del vino: il padre e la madre di Carlo gestivano una storica osteria e rivendita nel cuore della città, in via S. Audeno (Nmiezz a Trinità), la “Trattoria da Mimì”. Ma alla tradizione ed esperienza pluriennali, al metodo, al rigore, alla serietà di gestione e alla cura dei dettagli che le caratterizzano, si coniuga un aspetto commerciale rivolto al futuro, con competenze e conoscenze tecniche costantemente aggiornate, che ne fanno un’azienda moderna e di successo.

“Quando ho aperto – racconta Carlo Menale – ho scelto il nome “Enoteca Il Vino” perché allora ai più non era chiaro cosa fosse un’enoteca. La gestione è ancora quella di un tempo: la mia è una mescita, dove, oltre a vendere bottiglie, proponiamo anche vino sfuso, cosa che permette di avere un contatto quotidiano con tanti clienti. Io acquisto sempre e solo direttamente dai produttori, saltando tutti i passaggi intermedi e questo dà ancora maggiori garanzie di genuinità e qualità. Del resto, gli spazi molto ampi di cui dispongo mi consentono di tenere notevoli quantità di vino in loco, a riposare sia in botti di legno che in moderni serbatoi. La nostra cantina è aperta tutto l’anno e chiunque, recandosi presso l’enoteca, può chiedere di visitarla.”

All’Enoteca Il Vino si trovano così un ampio campionario di distillati e bottiglie pregiate, un vasto assortimento etichette dei migliori vini italiani ed esteri, con particolare riguardo alla categoria dei vini campani, agli spumanti Metodo Classico e Charmat, una buona selezione di Champagne. e liquori, ma anche specialità dolciarie. L’offerta, estremamente varia e continuamente rinnovata, è di altissima qua-lità, anche grazie all’attenta selezione compiuta da un team di esperti appassionati. Si aggiunga un’atmosfera calda e di grande cordialità, che rende ancor più piacevole l’esperienza presso quest’enoteca. “Organizziamo molte degustazioni – pochi giorni fa ne abbiamo fatta una con l’apertura di bottiglie storiche (come da foto) – e il 2018 sarà ancor più ricco di eventi, in cui inviteremo i produttori ad illustrare i loro vini ai convenuti.”

Da cinque anni, inoltre, proprio dirimpetto all’Enoteca Il Vino in via Belvedere, i due figli di Carlo e Mariella, Mimmo e Vittorio, gestiscono il ristorante “Il Menalino”: in locali con arredi particolarissimi ispirati al vino si propone un ricco menù fatto di piatti della tradizione, quelli cucinati nella vecchia osteria di famiglia (ad esempio, il martedì Pettole e Fagioli, il giovedì Genovese con Cipolle croccanti, ed ogni giorno una Zuppa, per dare a tutti il sapore di casa). All’interno c’è pure un’enoteca fornita, dove scegliere le bottiglie con cui “bagnare” queste gustose pietanze.

18 Dicembre 2017

Viti ad Alberate e raccolta dell’Asprinio di Aversa

Gli “Spider Man” delle vigne campane

La vendemmia dell’Asprinio, una delle più caratteristiche che la nostra penisola possa vantare.
Ci troviamo nella provincia di Caserta e di Napoli, e quella che vedete è l’ “Alberata Aversana”, chiamata così proprio perché tipica della zona di Aversa.
In cosa consiste?
L’Alberata Aversana è un metodo di coltivazione della vite veramente incredibile, con il quale si indica il sistema di vite maritata ad alberi solitamente di pioppo, con la vite a piede franco “aggrappata” ad un singolo albero tutore.
L’albero di sostegno viene fatto crescere fino ad un’altezza di 15/20 metri e per ogni albero tutore si possono trovare anche 4 viti che spingono i tralci a diversi metri dal suolo, ramificandosi in vario modo. È questa l’unica uva che, grazie all’altezza, non ha bisogno di trattamenti, ed il nutrimento lo riceve dal suo tutore.
Gli uomini che vedete “appesi” a quelle strette e lunghe scale sono i vignaioli che raccolgono l’uva, chiamati “uomini ragno”, intenti a lavorare sui tralci della vite.
Un modo di coltivare l’uva e di vendemmiare che deve essere preservato, fa parte del nostro patrimonio.
Oggi questa forma di coltura, considerata bene ambientale e culturale del territorio, viene sostituita con impianti a controspalliera non superiore a 2 metri, meno costosi e più facili da gestire soprattutto nelle operazioni di vendemmia, quando occorrono scale molto lunghe e doti da equilibrista. Viene ancora conservato nelle tipiche grotte di tufo profonde oltre 15 metri dove la temperatura rimane costante, estate ed inverno.

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Come si ricicla correttamente una bottiglia di Vino?

Il nostro impegno per il Pianeta!

La raccolta differenziata è fondamentale per garantire una seconda vita ai materiali, evitare lo spreco di preziose risorse e proteggere il pianeta. Sapere dove conferire esattamente i rifiuti però non è sempre facile, per questo motivo di seguito sono riportate le indicazioni per aiutarti a conferire gli imballaggi nel corretto contenitore della raccolta differenziata.

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Queste regole si applicano solo al territorio italiano.
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La passione e la vera cultura vitivinicola: Enoteca Il Vino

di Antonio C.

IN UN CARATTERISTICO ANTRO DI TUFO, BOTTIGLIE PREZIOSE E CORDIALITA’

La passione e la vera cultura del vino per un’attività di “vecchio stampo”, gestita con il cuore: è quella dell’Enoteca Il Vino di Carlo Menale, aiutato dall’onnipresente moglie Mariella. Si tratta di un qualcosa di unico, già a partire dagli ambienti: è stata infatti ricavata in una cava di tufo del 1900, in un antro sotterraneo a ben 13 metri di profondità, nel centro storico di Aversa, scavato a mano dagli “scalpellini”. Il titolare l’ha avviata trent’anni fa, ma aveva già alle spalle un’esperienza consolidata, perché la sua famiglia è da generazioni nel mondo del vino: il padre e la madre di Carlo gestivano una storica osteria e rivendita nel cuore della città, in via S. Audeno (Nmiezz a Trinità), la “Trattoria da Mimì”. Ma alla tradizione ed esperienza pluriennali, al metodo, al rigore, alla serietà di gestione e alla cura dei dettagli che le caratterizzano, si coniuga un aspetto commerciale rivolto al futuro, con competenze e conoscenze tecniche costantemente aggiornate, che ne fanno un’azienda moderna e di successo.

“Quando ho aperto – racconta Carlo Menale – ho scelto il nome “Enoteca Il Vino” perché allora ai più non era chiaro cosa fosse un’enoteca. La gestione è ancora quella di un tempo: la mia è una mescita, dove, oltre a vendere bottiglie, proponiamo anche vino sfuso, cosa che permette di avere un contatto quotidiano con tanti clienti. Io acquisto sempre e solo direttamente dai produttori, saltando tutti i passaggi intermedi e questo dà ancora maggiori garanzie di genuinità e qualità. Del resto, gli spazi molto ampi di cui dispongo mi consentono di tenere notevoli quantità di vino in loco, a riposare sia in botti di legno che in moderni serbatoi. La nostra cantina è aperta tutto l’anno e chiunque, recandosi presso l’enoteca, può chiedere di visitarla.”

All’Enoteca Il Vino si trovano così un ampio campionario di distillati e bottiglie pregiate, un vasto assortimento etichette dei migliori vini italiani ed esteri, con particolare riguardo alla categoria dei vini campani, agli spumanti Metodo Classico e Charmat, una buona selezione di Champagne. e liquori, ma anche specialità dolciarie. L’offerta, estremamente varia e continuamente rinnovata, è di altissima qua-lità, anche grazie all’attenta selezione compiuta da un team di esperti appassionati. Si aggiunga un’atmosfera calda e di grande cordialità, che rende ancor più piacevole l’esperienza presso quest’enoteca. “Organizziamo molte degustazioni – pochi giorni fa ne abbiamo fatta una con l’apertura di bottiglie storiche (come da foto) – e il 2018 sarà ancor più ricco di eventi, in cui inviteremo i produttori ad illustrare i loro vini ai convenuti.”

Da cinque anni, inoltre, proprio dirimpetto all’Enoteca Il Vino in via Belvedere, i due figli di Carlo e Mariella, Mimmo e Vittorio, gestiscono il ristorante “Il Menalino”: in locali con arredi particolarissimi ispirati al vino si propone un ricco menù fatto di piatti della tradizione, quelli cucinati nella vecchia osteria di famiglia (ad esempio, il martedì Pettole e Fagioli, il giovedì Genovese con Cipolle croccanti, ed ogni giorno una Zuppa, per dare a tutti il sapore di casa). All’interno c’è pure un’enoteca fornita, dove scegliere le bottiglie con cui “bagnare” queste gustose pietanze.

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Viti ad Alberate e raccolta dell’Asprinio di Aversa

Gli “Spider Man” delle vigne campane

La vendemmia dell’Asprinio, una delle più caratteristiche che la nostra penisola possa vantare.
Ci troviamo nella provincia di Caserta e di Napoli, e quella che vedete è l’ “Alberata Aversana”, chiamata così proprio perché tipica della zona di Aversa.
In cosa consiste?
L’Alberata Aversana è un metodo di coltivazione della vite veramente incredibile, con il quale si indica il sistema di vite maritata ad alberi solitamente di pioppo, con la vite a piede franco “aggrappata” ad un singolo albero tutore.
L’albero di sostegno viene fatto crescere fino ad un’altezza di 15/20 metri e per ogni albero tutore si possono trovare anche 4 viti che spingono i tralci a diversi metri dal suolo, ramificandosi in vario modo. È questa l’unica uva che, grazie all’altezza, non ha bisogno di trattamenti, ed il nutrimento lo riceve dal suo tutore.
Gli uomini che vedete “appesi” a quelle strette e lunghe scale sono i vignaioli che raccolgono l’uva, chiamati “uomini ragno”, intenti a lavorare sui tralci della vite.
Un modo di coltivare l’uva e di vendemmiare che deve essere preservato, fa parte del nostro patrimonio.
Oggi questa forma di coltura, considerata bene ambientale e culturale del territorio, viene sostituita con impianti a controspalliera non superiore a 2 metri, meno costosi e più facili da gestire soprattutto nelle operazioni di vendemmia, quando occorrono scale molto lunghe e doti da equilibrista. Viene ancora conservato nelle tipiche grotte di tufo profonde oltre 15 metri dove la temperatura rimane costante, estate ed inverno.

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La raccolta differenziata è fondamentale per garantire una seconda vita ai materiali, evitare lo spreco di preziose risorse e proteggere il pianeta. Sapere dove conferire esattamente i rifiuti però non è sempre facile, per questo motivo di seguito sono riportate le indicazioni per aiutarti a conferire gli imballaggi nel corretto contenitore della raccolta differenziata.

INDICAZIONI PER LA RACCOLTA DIFFERENZIATA DEGLI IMBALLAGGI.

Queste regole si applicano solo al territorio italiano.
Ti preghiamo di verificare le disposizioni relative al paese in cui ti trovi.

Dicono di Noi – Repubblica

La passione e la vera cultura vitivinicola: Enoteca Il Vino

di Antonio C.

IN UN CARATTERISTICO ANTRO DI TUFO, BOTTIGLIE PREZIOSE E CORDIALITA’

La passione e la vera cultura del vino per un’attività di “vecchio stampo”, gestita con il cuore: è quella dell’Enoteca Il Vino di Carlo Menale, aiutato dall’onnipresente moglie Mariella. Si tratta di un qualcosa di unico, già a partire dagli ambienti: è stata infatti ricavata in una cava di tufo del 1900, in un antro sotterraneo a ben 13 metri di profondità, nel centro storico di Aversa, scavato a mano dagli “scalpellini”. Il titolare l’ha avviata trent’anni fa, ma aveva già alle spalle un’esperienza consolidata, perché la sua famiglia è da generazioni nel mondo del vino: il padre e la madre di Carlo gestivano una storica osteria e rivendita nel cuore della città, in via S. Audeno (Nmiezz a Trinità), la “Trattoria da Mimì”. Ma alla tradizione ed esperienza pluriennali, al metodo, al rigore, alla serietà di gestione e alla cura dei dettagli che le caratterizzano, si coniuga un aspetto commerciale rivolto al futuro, con competenze e conoscenze tecniche costantemente aggiornate, che ne fanno un’azienda moderna e di successo.

“Quando ho aperto – racconta Carlo Menale – ho scelto il nome “Enoteca Il Vino” perché allora ai più non era chiaro cosa fosse un’enoteca. La gestione è ancora quella di un tempo: la mia è una mescita, dove, oltre a vendere bottiglie, proponiamo anche vino sfuso, cosa che permette di avere un contatto quotidiano con tanti clienti. Io acquisto sempre e solo direttamente dai produttori, saltando tutti i passaggi intermedi e questo dà ancora maggiori garanzie di genuinità e qualità. Del resto, gli spazi molto ampi di cui dispongo mi consentono di tenere notevoli quantità di vino in loco, a riposare sia in botti di legno che in moderni serbatoi. La nostra cantina è aperta tutto l’anno e chiunque, recandosi presso l’enoteca, può chiedere di visitarla.”

All’Enoteca Il Vino si trovano così un ampio campionario di distillati e bottiglie pregiate, un vasto assortimento etichette dei migliori vini italiani ed esteri, con particolare riguardo alla categoria dei vini campani, agli spumanti Metodo Classico e Charmat, una buona selezione di Champagne. e liquori, ma anche specialità dolciarie. L’offerta, estremamente varia e continuamente rinnovata, è di altissima qua-lità, anche grazie all’attenta selezione compiuta da un team di esperti appassionati. Si aggiunga un’atmosfera calda e di grande cordialità, che rende ancor più piacevole l’esperienza presso quest’enoteca. “Organizziamo molte degustazioni – pochi giorni fa ne abbiamo fatta una con l’apertura di bottiglie storiche (come da foto) – e il 2018 sarà ancor più ricco di eventi, in cui inviteremo i produttori ad illustrare i loro vini ai convenuti.”

Da cinque anni, inoltre, proprio dirimpetto all’Enoteca Il Vino in via Belvedere, i due figli di Carlo e Mariella, Mimmo e Vittorio, gestiscono il ristorante “Il Menalino”: in locali con arredi particolarissimi ispirati al vino si propone un ricco menù fatto di piatti della tradizione, quelli cucinati nella vecchia osteria di famiglia (ad esempio, il martedì Pettole e Fagioli, il giovedì Genovese con Cipolle croccanti, ed ogni giorno una Zuppa, per dare a tutti il sapore di casa). All’interno c’è pure un’enoteca fornita, dove scegliere le bottiglie con cui “bagnare” queste gustose pietanze.

18 Dicembre 2017

Viti ad Alberate e raccolta dell’Asprinio di Aversa

Gli “Spider Man” delle vigne campane

La vendemmia dell’Asprinio, una delle più caratteristiche che la nostra penisola possa vantare.
Ci troviamo nella provincia di Caserta e di Napoli, e quella che vedete è l’ “Alberata Aversana”, chiamata così proprio perché tipica della zona di Aversa.
In cosa consiste?
L’Alberata Aversana è un metodo di coltivazione della vite veramente incredibile, con il quale si indica il sistema di vite maritata ad alberi solitamente di pioppo, con la vite a piede franco “aggrappata” ad un singolo albero tutore.
L’albero di sostegno viene fatto crescere fino ad un’altezza di 15/20 metri e per ogni albero tutore si possono trovare anche 4 viti che spingono i tralci a diversi metri dal suolo, ramificandosi in vario modo. È questa l’unica uva che, grazie all’altezza, non ha bisogno di trattamenti, ed il nutrimento lo riceve dal suo tutore.
Gli uomini che vedete “appesi” a quelle strette e lunghe scale sono i vignaioli che raccolgono l’uva, chiamati “uomini ragno”, intenti a lavorare sui tralci della vite.
Un modo di coltivare l’uva e di vendemmiare che deve essere preservato, fa parte del nostro patrimonio.
Oggi questa forma di coltura, considerata bene ambientale e culturale del territorio, viene sostituita con impianti a controspalliera non superiore a 2 metri, meno costosi e più facili da gestire soprattutto nelle operazioni di vendemmia, quando occorrono scale molto lunghe e doti da equilibrista. Viene ancora conservato nelle tipiche grotte di tufo profonde oltre 15 metri dove la temperatura rimane costante, estate ed inverno.

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IN UN CARATTERISTICO ANTRO DI TUFO, BOTTIGLIE PREZIOSE E CORDIALITA’

La passione e la vera cultura del vino per un’attività di “vecchio stampo”, gestita con il cuore: è quella dell’Enoteca Il Vino di Carlo Menale, aiutato dall’onnipresente moglie Mariella. Si tratta di un qualcosa di unico, già a partire dagli ambienti: è stata infatti ricavata in una cava di tufo del 1900, in un antro sotterraneo a ben 13 metri di profondità, nel centro storico di Aversa, scavato a mano dagli “scalpellini”. Il titolare l’ha avviata trent’anni fa, ma aveva già alle spalle un’esperienza consolidata, perché la sua famiglia è da generazioni nel mondo del vino: il padre e la madre di Carlo gestivano una storica osteria e rivendita nel cuore della città, in via S. Audeno (Nmiezz a Trinità), la “Trattoria da Mimì”. Ma alla tradizione ed esperienza pluriennali, al metodo, al rigore, alla serietà di gestione e alla cura dei dettagli che le caratterizzano, si coniuga un aspetto commerciale rivolto al futuro, con competenze e conoscenze tecniche costantemente aggiornate, che ne fanno un’azienda moderna e di successo.

“Quando ho aperto – racconta Carlo Menale – ho scelto il nome “Enoteca Il Vino” perché allora ai più non era chiaro cosa fosse un’enoteca. La gestione è ancora quella di un tempo: la mia è una mescita, dove, oltre a vendere bottiglie, proponiamo anche vino sfuso, cosa che permette di avere un contatto quotidiano con tanti clienti. Io acquisto sempre e solo direttamente dai produttori, saltando tutti i passaggi intermedi e questo dà ancora maggiori garanzie di genuinità e qualità. Del resto, gli spazi molto ampi di cui dispongo mi consentono di tenere notevoli quantità di vino in loco, a riposare sia in botti di legno che in moderni serbatoi. La nostra cantina è aperta tutto l’anno e chiunque, recandosi presso l’enoteca, può chiedere di visitarla.”

All’Enoteca Il Vino si trovano così un ampio campionario di distillati e bottiglie pregiate, un vasto assortimento etichette dei migliori vini italiani ed esteri, con particolare riguardo alla categoria dei vini campani, agli spumanti Metodo Classico e Charmat, una buona selezione di Champagne. e liquori, ma anche specialità dolciarie. L’offerta, estremamente varia e continuamente rinnovata, è di altissima qua-lità, anche grazie all’attenta selezione compiuta da un team di esperti appassionati. Si aggiunga un’atmosfera calda e di grande cordialità, che rende ancor più piacevole l’esperienza presso quest’enoteca. “Organizziamo molte degustazioni – pochi giorni fa ne abbiamo fatta una con l’apertura di bottiglie storiche (come da foto) – e il 2018 sarà ancor più ricco di eventi, in cui inviteremo i produttori ad illustrare i loro vini ai convenuti.”

Da cinque anni, inoltre, proprio dirimpetto all’Enoteca Il Vino in via Belvedere, i due figli di Carlo e Mariella, Mimmo e Vittorio, gestiscono il ristorante “Il Menalino”: in locali con arredi particolarissimi ispirati al vino si propone un ricco menù fatto di piatti della tradizione, quelli cucinati nella vecchia osteria di famiglia (ad esempio, il martedì Pettole e Fagioli, il giovedì Genovese con Cipolle croccanti, ed ogni giorno una Zuppa, per dare a tutti il sapore di casa). All’interno c’è pure un’enoteca fornita, dove scegliere le bottiglie con cui “bagnare” queste gustose pietanze.

18 Dicembre 2017

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Viti ad Alberate e raccolta dell’Asprinio di Aversa

Gli “Spider Man” delle vigne campane

La vendemmia dell’Asprinio, una delle più caratteristiche che la nostra penisola possa vantare.
Ci troviamo nella provincia di Caserta e di Napoli, e quella che vedete è l’ “Alberata Aversana”, chiamata così proprio perché tipica della zona di Aversa.
In cosa consiste?
L’Alberata Aversana è un metodo di coltivazione della vite veramente incredibile, con il quale si indica il sistema di vite maritata ad alberi solitamente di pioppo, con la vite a piede franco “aggrappata” ad un singolo albero tutore.
L’albero di sostegno viene fatto crescere fino ad un’altezza di 15/20 metri e per ogni albero tutore si possono trovare anche 4 viti che spingono i tralci a diversi metri dal suolo, ramificandosi in vario modo. È questa l’unica uva che, grazie all’altezza, non ha bisogno di trattamenti, ed il nutrimento lo riceve dal suo tutore.
Gli uomini che vedete “appesi” a quelle strette e lunghe scale sono i vignaioli che raccolgono l’uva, chiamati “uomini ragno”, intenti a lavorare sui tralci della vite.
Un modo di coltivare l’uva e di vendemmiare che deve essere preservato, fa parte del nostro patrimonio.
Oggi questa forma di coltura, considerata bene ambientale e culturale del territorio, viene sostituita con impianti a controspalliera non superiore a 2 metri, meno costosi e più facili da gestire soprattutto nelle operazioni di vendemmia, quando occorrono scale molto lunghe e doti da equilibrista. Viene ancora conservato nelle tipiche grotte di tufo profonde oltre 15 metri dove la temperatura rimane costante, estate ed inverno.

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